Frabe: i miei primi 80 anni


Frabe 80 anni - primo piano

La chiacchierata autobiografia di Marina Ripa di Meana: "I miei primi 40 anni", negli anni 80 fece scalpore. Francesco Giuseppe, detto Franz o Frabe, che di anni ne ha compiuti 80, l'ha addirittura doppiata, con "I miei secondi 40 anni", libro su cui sta ancora lavorando a tempo pieno. Una crostata "anni 80" all'albicocca, decisamente ben cotta, ha contribuito alla convinzione che festeggiassimo in famiglia, in modo del tutto sobrio e intimo. Nulla faceva presagire che l'indomani avrebbe rivisto visi cari e volti familiari per una festa a sorpresa in un Crotto di montagna.

Crostata 80 Frabe

Appuntamento a mezzodì al Crotto Mirabell, noto per la vista mozzafiato sul lago di Lugano. Domenica 11 marzo dalle grandi vetrate panoramiche del crotto, si riuscivano però ad intravedere a malapena le macchine sul parcheggio. Una giornata di fine autunno, anzi una giornata grigia e densa di nuvole da far concorrenza al blasonato nebiun de milan, perfetta per rievocare aneddoti della vita da milanese non ancora imbruttito.

Frabe 80 anni

Il festeggiato all'oscuro di tutto, si è ritrovato ammutolito tra sorelle, fratelli, amici di vecchia data, colto totalmente alla sprovvista. Forse in otto decenni non gli era mai capitato di rimanere basito e senza parole. La sorpresa, è stato decretato a furor di popolo, è riuscita: Franz è sopravvissuto, anche se per un attimo abbiamo temuto che l'emozione lo stroncasse, in tutti i sensi. 

                         

Ed eccolo con la sua torta, riprodotto in miniatura, in mezzo a pennelli, matite, colori, tavolozza, giornali, riviste, libri e la sua inseparabile macchina fotografica al collo. Progetti in cantiere ancora per "i suoi terzi 40 anni": libri, articoli, video, mentre altrettante tonnellate di carta invaderanno silenziosamente ogni vano lasciato incautamente incustodito. 



Torta Super Pigiamini - PJ Masks cake


Super Pigiamini - PJ Masks

Per il quarto compleanno di Gabriel, ho usato il mio super potere: al calar delle tenebre ho tramutato un pezzo di candida pasta di zucchero, in tre Pigiamini. I Super Pigiamini sono tre bambini di sei anni che di giorno sono come tutti gli altri, mentre di notte, premendo il pulsante sul loro bracciale amuleto, diventano supereroi. Connor, Amaya e Greg, sul far della sera, si trasformano in: Gattoboy, Gufetta e Geco. Il primo, nonchè leader, è agilissimo, fa dei balzi pazzeschi e possiede un udito finissimo. La seconda, la quota rosa del trio, vola e vede tutto da differenti prospettive. Il terzo striscia, si arrampica ovunque e sa mimetizzarsi. Gattomobile, Gecomobile e Gufaliante sono i loro mezzi di trasporto. Il giorno è fatto per andare a scuola e giocare, la notte per buttarsi in avventure e diabolici piani da sventare.


Connor - Gattoboy


Sono nottate impegnative, all'insegna della malvagità da combattere. C'è Romeo, che vuole conquistare il mondo a bordo del suo laboratorio volante. Poi c'è Lunetta, che vola sul suo skate Lunaboard e con la sua mezza luna calamita sposta e solleva oggetti. E poi ci sono i Mini Ninja e falene da affrontare...Insomma se le performance dei vostri bambini a scuola non saranno sempre al top, sappiate che hanno avuto ben altro da fare durante le 9-11 ore minime di sonno suggerite dal pediatra e non sono affetti in alcun modo da ADD. 


Gattoboy, Gufetta e Geco sulla torta di Gabriel

Io ho scovato il quarto Super Pigiamino, avete letto bene, tra l'altro in casa mia. 
Dopo una mangiata pantagruelica di pizzoccheri, al calar del buio, ho assistito alla trasformazione del mio compagno di avventure in Boarboy, Cinghialboy nella versione italiana. Lotta senza quartiere ai criminali sfrecciando a bordo della sua Boarcar, probabilmente elaborata, a giudicare dai decibel prodotti dal russamento. Quella notte non c'era Romeo ma Matteo (a voi la scelta del cognome) che vuole conquistare il mondo, non c'era Lunetta ma Brunetta su Brunaboard, e schiere di Mini Minchia ovunque. 
Notte movimentata: Boarboy ha avuto la peggio. Privo dell'elasticità di Gattoboy, forse per l'età ed appesantito dal pizzocchero valtellinese, più simile ad un kamikaze che alla leggiadra Gufetta volante, si è ritrovato di mattina a strisciare come Geco. Una debacle. I criminali l'hanno spuntata, ha pure provato e riprovato a premere il pulsante sul bracciale ma niente, le menti diaboliche, al suo risveglio, erano ancora tutte lì. Forse il bracciale è made in China o forse siamo noi, con i nostri pigiamini un po' vintage, ad essere finiti in un brutto sogno ad occhi aperti.


La Purcelada - Porc festival


La Purcelada - Maiale in primo piano

La Purcelada, Porc Festival per gli esterofili, è l'appuntamento tradizionale e irrinunciabile di fine gennaio in quel di Plesio sul Lago di Como. RE incontrastato dell'evento: il porco, da non confondersi con il produttoRE cinematografico Harvey Weinstein, caduto in disgrazia recentemente. Non confondiamo il nobile animale, di cui non si butta nulla, con l'ignobile umano di cui è meglio non tenere niente. 

La Purcelada - Produzione suina - foto Bicio

L'ennesimo successo annunciato. Gli Amici di Varoo hanno imbastito un fine settimana all'insegna della gastronomia suina degna dei palati carnivori più esigenti.
Il ricco menù prevedeva: aperitivo, polenta con salsiccia e costine alla griglia, fegato di maiale alla venziana (risotto alla domenica), cotechino e mortadella bollita, piedini di maiale e ossa bolliti, arrosto di maiale, formaggio e dolce, acqua della rinomata fonte locale. Vino rosso e bianco come se piovesse, fuori menù per ovvie ragioni di consumi e budget.
Ho visto distinte signore, dopo una dieta ferrea pre-purcelada, addentare le costine senza ritegno. Ho visto mariti, con i loro rotoli di pancetta perfettamente in tema alla serata, sfidare senza paura, colesterolo e trigliceridi. Ho visto vegetariani e vegani vacillare e quasi cedere al richiamo della salsiccia. Ho visto incantata ragazzi di vent'anni o poco più, accompagnare cantando una fisarmonica, trascinando inconsapevolmente chi di anni ne ha più del doppio. Ho visto i valori della glicemia fare la hola al cospetto di una sfilata di dolci fatti in casa da fare impallidire quelli di Bake Off.

Paioli della polenta in pieno fermento - foto Bicio

Una mole di lavoro davvero cospicua per i volontari che instancabilmente si dedicano per giorni ad allestire quello che ormai è diventato un evento, se ne parla ovunque nelle valli vicine e oltreconfine. A loro un ringraziamento di cuore per la sincera passione e per il senso della comunità così prezioso che trasmettono con gioia frizzante e inguaribile goliardia, curando ogni singolo dettaglio della manifestazione. La prenotazione, da effettuarsi con largo, anzi larghissimo anticipo, è d'obbligo. I tavoli sono conquiste ambite e si tramandano ormai di generazione in generazione. Due le parole d'ordine: la prima "Viva Varooooo" dà libero accesso all'atmosfera godereccia, la seconda "Piccolo Fiore" dà diritto ad un buono gratuito di travolgente buonumore. Provare per credere.

La Purcelada - Torta con maiale



Torta calcio - Soccer cake


Calciatrice - compleanno Iris

Mi sento una zia degenere, ho fatto passare quasi un anno dal compleanno della calciatrice in erba, oltre che truccatrice personale, prima di pubblicare questo post. Confesso solo ora la vera ragione dei tempi supplementari biblici: la zia ha fatto un autogol clamoroso, che l'ha fatta retrocedere nella classifica "zia dell'anno" di almeno una ventina di posizioni. Lo zio invece svetta come sempre in alta classifica, vista l'ottima scelta dei palloni presi a calci non appena scartati.


Calciatrice Iris

La festeggiata entusiasta non ha mancato di manifestare la sua gioia: "Grazieee zia, sono proprio io! Come facevi a sapere che il mio numero di maglia quando giocavo era proprio il numero 8?". Assist perfetto che la zia trasforma al volo in un autogol da manuale: "Mica lo sapevo, non festeggi mica 8 anni oggi?"


Primo piano calciatrice Iris

"A dire il vero zia ne compio 9 ma preferisco l'8 sulla maglia perché era il mio numero". Nipote mia, ti stimo. Cartellino rosso invece per la zia. E come disse un mitico allenatore poliglotta: "Don't say cat if you don't have in in the sack". Mi sono persa un anno e pure l'ennesima chance di fare un figurone con i nipoti. E intanto quest'anno è in arrivo il compleanno a due cifre. Chissà alla zia cosa passa per la testa, ma forse è meglio non saperlo.



Società Canottieri Menaggio: inaugurazione vasca voga


Vasca voga canottieri Menaggio

E' passato qualche mese dalla giornata di festa in Società Canottieri Menaggio che ha visto come protagonisti la vasca voga rimessa completamente a nuovo da un manipolo di volontari, e Pietro Ruta, per tutti Peppo, rientrato con l'argento al collo dai Mondiali di Canottaggio di Sarasota negli Stati Uniti d'America, Vice Campione del Mondo, due di coppia Pesi Leggeri.

Foto del web

Quando si scrive o si parla di qualcosa che si conosce superficialmente sarebbe opportuno farlo con prudenza. Lo scivolone, per chi il canottierese parlato e praticato lo mastica da poco, potrebbe essere in agguato, come una barca che disarciona.
Cliché e personaggi ricalcano quelli di microcosmi già esplorati: dinamiche che si rinnovano, a tratti prevedibili.
Anche qui, chi ha qualcosa da dire, parla poco: parlano i fatti e l'esperienza. Non è dato sapere se ciò  è imputabile alla carenza di fiato, oppure se un'integrità morale e sportiva d'altri tempi, dimora in  rari esemplari devoti alla nobile arte del remo. Tali soggetti meriterebbero di essere tutelati, oppure esposti in bacheca come trofei e lucidati con cura. Sanno remare controcorrente oppure la assecondano sapientemente, e non sempre in acqua. Chi ha fiato in abbondanza, e lo usa a sproposito, si preclude inesorabilmente la possibilità di prendere il largo.

Vasca Voga e il Vice Campione del Mondo 2017 due di coppia  PL

Lo sport amplifica ed esalta qualità morali, al contempo ne sottolinea impietosamente la mancanza. Anche il talento da solo non basta. Determinazione, ostinazione, caparbietà e cattiveria positiva, oltre al duro, sfiancante lavoro, diventano l'ago della bilancia. E quando si raggiungono livelli di tutto rispetto sarà la testa a fare la differenza: da valida alleata a peggior nemica, la remata può essere breve. Umiltà e modestia generano stima e rispetto ma solo nei confronti di chi ne è portatore sano. Una specie di codice non scritto che scatena un tifo complice per chi ha dovuto fare fatica, per chi è stato messo a dura prova ma non ha mai mollato. Ma ci sono anche altri tipi di talento o intelligenze, rassicuranti e prolifiche, le cui medaglie non si vedono ma contribuiscono a conquistarle.

Pietro Ruta Vice Campione 2017 due di coppia PL 

La meticolosa cura, quasi maniacale, nel praticare buchi nell'acqua ha un effetto terapeutico, al contrario di quelli fatti fuori dall'acqua, etichettati frettolosamente come fallimenti.
Saranno proprio quei buchi nell'acqua a fare di voi dei vincenti, di qualunque natura essi siano, non consideratevi mai dei perdenti. Come disse qualcuno che di acqua sotto i ponti ne ha vista passare: "Io non perdo mai, o vinco o imparo" Rolihlahla Nelson Mandela. 

Dimenticavo, la strepitosa torta è opera della Pasticceria Aste di Menaggio, io mi sono limitata a creare la decorazione ispirandomi alla vasca voga e a Peppo. In attesa di altre vittorie, di qualunque tipo esse siano.

Battesimo bimba


Cake topper Battesimo Ginevra

Cake topper in tema per il Battesimo di Ginevra. La mamma è una delle mie creative locali preferite, dallo stile brioso, sempre al passo con i tempi, sobrio e raffinato.


Biglietto Battesimo Ginevra

Ginevra a quanto pare è creativa pure lei: crea micro terremoti domestici. Quando chiesi alla mamma: "Mandami una foto, mi raccomando!" la risposta fu: "Se ci riesco, per fortuna esiste la funzione sequenza rapida, prima o poi l'acchiappo"




L'irrequieto cucciolo di giraffa ormai sta per compiere un anno.


Cucciolo di Giraffa in pdz



Unicorno - Unicorn cake topper


Unicorno in pasta di zucchero

"Ci son due coccodrilli ed un orango tango,
due piccoli serpenti, e un'aquila reale,
il gatto, il topo, l'elefante:
non manca più nessuno;
solo non si vedono i due leocorni."

Da piccolina non osavo chiedere cosa fosse un leocorno, sembrava che tutti quelli che cantavano e mimavano l'indimenticabile tormentone della nostra infanzia, lo conoscessero di persona o ne avessero uno in casa. Io fantasticavo, come sempre, ma non avevo la più pallida idea di che sembianze avesse. Di una cosa però ero certa: il leocorno aveva poteri magici, diventava invisibile e sapeva volare; per questo Noè non lo vide quando imbarcò tutti gli animali sull'arca. Comunque i due leocorni si salvarono; ora li vede chi ha gli occhi e l'animo di un bambino o chi ha una vicina di casa che si chiama Grace.


Leocorno o unicorno - primo piano

Sembra siano esistiti davvero, in versione meno elegante del cavallo dal manto bianchissimo a cui li associamo ora. Una versione più pesante, curvy per essere politically correct, dal nome poco magico: elasmoterio, ovvero un genere di rinoceronte estinto. 
Nel tempo l'unicorno si è trasformato in un essere mitologico e leggendario, simbolo di saggezza, nobiltà e purezza. Al corno a spirale, detto alicorno, secondo la tradizione medioevale, si riconduce la capacità di neutralizzare i veleni. Compare in diversi emblemi, come in quello della Scozia ad esempio. 
Recentemente è invece diventato l'emblema dei social e impazza ovunque anche dove non c'entra un corno. In foto il pro-pro-pro-pro nipote dei due leocorni che Noè non è riuscito ad imbarcare, perché non li ha più visti. Nessuna prova della loro estinzione dunque. Magari in qualche molecola di DNA, la cui forma elicoidale ricorda il corno, è rimasta impigliata un po' di saggezza, di nobiltà. Io provo a dargli da mangiare, sperando non si trasformi in un elastomerio.